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King Kong
l'uomo deve ancora imparare tutto dalla Natura-Madre


Tra tutte le richieste editoriali questa appariva la più incomprensibile. Bastava una foto e una dichiarazione per fare un servizio ben pagato. Avevo bisogno di soldi e non c’era da guardare molto per il sottile. Giunto a New York, quindici minuti dall’aeroporto a quel grande giardino zoologico dove era segregato King Kong. Sì. Proprio King Kong. Il monumentale scimmione giardino dell’Immaginario del Novecento per proporre in modo ancora più estremo il mito del Buon Selvaggio. Lo trovai pacioso. Seduto. Con me c’era una bellissima ragazza bionda. Serviva per renderlo più disponibile a dire qualcosa di sé.
La speranza si rileva subito mal riposta perché la donna appena vede lo scimmione che evidenzia il suo eccitamento se ne va via rinunciando ai cento dollari di paga promessi. 
Resto ammutolito. Ma non dalla fuga della bionda. Bensì dalle risa del mostro.
“Ah ah ah ah ah ah ah ah!” – E non la smetteva, sembrava posseduto dal demone dell’allegria a cui mai e poi mai avrebbe rinunciato.
Scusi, ma lei ride?
“E che ti credevi? Pensavi di trovarti davanti un peloso che sapeva emettere solo qualche grunt! Ah ah ah ah ah ah ah!”
Non so se rideva per la sua battuta o ancora per la femmina in fuga.
Che dire? Signor King Kong, come sta? Si trova bene?
“Ti troveresti bene tu tra queste inutili sbarre? Ragazzo sei partito proprio male! Ah ah ah ah ah!”
Perché inutili sbarre? Vuole dire che lei si sente comunque libero nella prigionia?
“Queste stronzate le lascio a voi umani. Inutili perché ci metterei un attimo a violarle e andarmene per fatti miei. A cercare quella bionda di poco fa che mi portava per imbonirmi, ad esempio.”
E perché non fugge?
“Per lo stesso motivo per cui il vostro Gesù Cristo non è sceso dalla croce. Lui aveva già dato prove della sua potenza. Chiedeva di credere in lui per quel che diceva non per la sua potenza.”
Vuole che gli uomini credano in lei?
“Mi basta che mi lascino in pace! Preferiscono tenermi in questo gabbione all’interno di questa simil-giungla. Ho da mangiare, bere e altri pascimenti del corpo senza patimenti. E allora che mi frega del resto!”
Perché tanto interesse degli uomini su di lei?
“Gli uomini sono ossessionati dalla loro inanità, dalla loro imperfezione, dalla loro incapacità di essere felici, dalla voglia di tendere a qualcosa di più, di diverso, di oltre. Hanno inventato la religione per avvicinarsi meglio al loro Creatore. Gli hanno dato barba e baffi e pensano di parlare con lui nelle chiese o nelle sinagoghe.”
Lei invece è qualcosa di grande?
“Io mi sento normale. Loro mi vedono grande. Per me sono nani loro, ma questi sono punti di vista.”
Non potrebbe dimostrare maggiore grandezza parlando con gli uomini con tanta saggezza come fa con me?
“E perché? Poverini. Gli toglieremmo l’unica soddisfazione di possedere l’intellighenzia dell’intero creato.”
Potrebbe fare giustizia di sé! 
“Non conosco nemmeno questa vostra espressione. L’unica giustizia è il diritto alla vita. Quello che voi uomini negate per affermare la vostra giustizia. 
Cioè la superiorità del genere umano sul resto del mondo animale.”
Come vede il futuro? Conta di rimanere qui per molto tempo?
“So che adesso va bene. Ho appena mangiato, tra poco mi distendo. Poi c’è una scimmiotta arrivata da poco di cui vorrei fare conoscenza. Eh eh eh eh eh eh eh!”
King Kong è stato diversamente rappresentato dagli uomini. Quale film le è piaciuto di più?
“Nessuno. Ovunque faccio la figura del fesso. Però l’opera rock di Frank Zappa mi ha convinto. Inizia da quello che potrebbe essere un mio grugnito e dopo dieci minuti senza che te ne accorgi sei al cospetto di un’orchestra. La buona musica piace anche a noi scimmioni.”
Come vuole essere riconosciuto dagli uomini?
“Non voglio essere riconosciuto. Non voglio essere conosciuto. Sono un povero diavolo che vuole dare soddisfazione al suo stomaco e alla sua verga. Perché? Voi siete tanto diversi?”
Vorrebbe essere trasferito nella giungla?
“No! Che sei pazzo? Diventerei un richiamo turistico ancora più forte per quei minchioni che armati dei loro fuciletti si sentirebbero in diritto di darmi la caccia per i chilometri di viaggio che hanno fatto. Per me, per la mia vita, meglio starmene qui. Calmo, tranquillo. Fin quando sarò calmo e tranquillo. Se mi fanno incazzare però non garantisco.”
Pensavo di fare un buon titolo su di lei. Tipo: “qui sto bene!”
“Faccia il titolo che vuole. Il suo giornale non lo leggerò, non mi verrà portato. E se anche fosse non mi metterei mai a smentire. Se lo immagina? Arriva la rettifica da King Kong ah ah ah ah ah ah ah ah! Ah ah ah ah”.

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