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01 ottobre - big data
Chi di informazioni colpisce di data base perisce
Ricordate la sentenza sul diritto all’oblio pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nel maggio del 2014?


Con questa sentenza si riconosceva il diritto di ogni cittadino ad essere de-indicizzato dal motore di ricerca. Questa sentenza era stata imposta a Google. Ebbene, le autorità Ue Garanti della privacy hanno deciso di elaborare criteri comuni per gestire i ricorsi e i reclami. Questo perché c’è stato un rifiuto da Montain View. In sostanza, il motore di ricerca respinge la richiesta di deindicizzazione. Ma a Bruxelles insistono: tutti i motori di ricerca debbono adempiere agli obblighi imposti dalla sentenza della Corte europea. C’è stata infatti una grande sollevazione di cittadini per rivendicare il proprio diritto all’oblio. Quindi i Garanti sono lì a tutelare questi interessi legittimi. Le Autorità hanno concordato di costituire una rete di "punti di contatto" per scambiare rapidamente informazioni, e di creare un  "pacchetto" di criteri comuni per garantire un approccio coordinato nella gestione dei ricorsi e reclami presentati da utenti non soddisfatti della risposta fornita dai motori di ricerca. Quindi è stato creato un nuovo database. Si tratta di un aggregato di informazioni condivise. Sono le decisioni assunte man mano su questi ricorsi e reclami e hanno messo a punto uno schema di analisi di tali decisioni, in cui sono evidenziate le analogie o le differenze nelle valutazioni volta per volta effettuate, soprattutto rispetto a casi particolarmente complessi o caratterizzati da elementi di novità. Di qui si sono promossi incontri sia con rappresentanti dei motori di ricerca, sia con rappresentanti degli editori e dei media on line, al fine di seguire da vicino la delicata fase di attuazione della sentenza.

La cosa è importante anche sotto il profilo dell’analisi sociologica. Dimostra che questo mostro opprimente e schiacciante del bigdata che raccoglie ogni informazione di ciascuno si possono opporre tanti “data” a controllo e uso dei cittadini che si organizzano contro questi big data. E questo già sta avvenendo.