ilnardi.it
03 aprile - aereo
La seconda scatola nera conferma la prima verità
Ma non è detto che questa sia la verità ultima. Oppure la verità corrisponde alla versione più credibile?


L'aereo precipitato in Francia dice molto sulla fragilità dei sistemi di garanzia nelle più attente organizzazioni, quale è quella tedesca. E se c'è un falla così grande nel sistema tedesco gli altri sistemi non debbono dormire sonni tranquilli.

La sostanziale chiusura delle indagini sulle cause dell'incidente moltiplica le domande. Con la spiegazione del procuratore di Marsiglia, per cui trattasi di attentato dovuto alla depressione del copilota dell'Airbus 320, si aprono due fronti di problematiche: 1) quanto sono attente, precise e dettagliate le verifiche effettuate dalle compagnie nei confronti dei piloti? 2) Impossibile, al di là di questa versione, non vedere un difetto nel modello di controllo del personale addetto a una professione così delicata.

Se è stato effettivamente Andreas Lubitz a far precipitare l'aereo sulle Alpi, in modo volontario, la morte dei centocinquanta passeggeri a bordo rende la risposta ai quesiti ancora più urgente. Si toglie dall'ambito della problematicità per leggerne le applicazioni a condizioni ipotetiche ma reali, per il futuro. Il copilota ventottenne, sportivo, dalle foto appare una persona positiva, rimane da solo in cabina di pilotaggio. O meglio, si chiude dentro. E questo proprio per portare a termine il suo piano folle di cui solo oggi si scorgono tracce nella sua preparazione. Cosa ha mosso la mente in disordine del pilota suicida? 'se non potrò più volare non potrò vivere e con me chi vive ora questo momento'. Potrebbe essere questo il folle pensiero di Lubitz? Il dato è confortato anche dalle recenti pubblicazioni per cui i disagiati psicologici sono molti di più di quello che ci si aspetta.


(Articolo Trentadue.it

http://www.articolotrentadue.it/primatutta.php?id=262

http://www.articolotrentadue.it/primatutta.php?id=261)


Morti causate dalla rimozione della depressione, un male tra i più diffusi. O della sindrome psicotica.

Ma se non fosse così? Se, forse, si cercasse di accollare alla manchevolezza di un singolo per spiegare un deficit della tecnica? In questo caso, è perché questa spiegazione è più accettata dall'opinione pubblica? Semplice. Ciascuno ha a che fare con la tecnica. Dubitare della sua funzionalità significa dubitare del mondo, dubitare di tutto. Additare tutte le responsabilità a un pazzo significa isolare il male. Ed è meglio che il pazzo sia uno piuttosto che ciascuno impazzisca pensando che il proprio mondo non funziona.