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22 giugno - beat
I Beatles vanno al Maxxi
In ricordo del famoso concerto all'Adriano il 27 e il 28 giugno 1965


Ricordarli a cinquanta anni di distanza è doveroso. IL quartetto di Liverpool ha cambiato la Storia. Non semplicemente la Storia della musica. Bensì la Storia nel senso degli accadimenti della vita sociale, ma anche nello specifico dei grandi fatti che hanno attraversato il corso di questi anni. Il loro arrivo fu un'autentica bomba nel panorama culturale mondiale. Sfondò ben presto anche negli Stati Uniti, di lì fece irruzione in ogni parte del mondo Occidentale. Oggi un giovane difficilmente riesce capire di quali proporzioni fu la loro forza dirompente. Si può spiegare solamente che dopo di loro la musica, il modo di scrivere una canzone, non fu più lo stesso. Ma tutto questo è ancora ben poca cosa per la loro forza innovativa. I Beatles dettero legittimazione alla voglia di diverso proveniente dai giovani di allora. Erano ragazze e ragazzi. Le ragazze specialmente per la prima volta prendevano il coraggio di condividere amicizie con l'altro sesso e avere comuni frequentazioni. Si trattava della prima generazione che non aveva vissuto la guerra. Probabilmente, anche stanchi di sentirne i racconti scanditi come un ricatto morale per la loro felicità. I Beatles insegnavano che si poteva essere felici estendendo i limiti della libertà, praticando una libertà sessuale che non aveva bisogno di proclami, prendendo a burla gli stilemi della borghesia ovunque fossero rappresentati. In Inghilterra, in primis, dove canoni di comportamento conoscevano crismi consolidati. Ma la rivoluzione era solo in musica. Non c'era bisogno dell'irruzione di concetti, di parole guida, di ribellioni ostentate. Tutto in grande leggerezza. E senza prenderesi mai sul serio. Senza predicare alcunché che fosse al di là delle loro canzoni.

L'evento del concerto dei Beatles all'Adriano è ancora ricordato. I vecchi di oggi che c'erano ne sono fieri. Le generazioni a seguire debbono invidiarli, anche se dai racconti non traspare l'idea di marziani scesi a Terra. I romani mostrarono di non essere troppo indietro nei tempi, anche se di musica che potesse lontanamente avvicinarli in Italia non ce n'era neanche l'ombra. Nel '65 il festival di Sanremo fu vinto da Bobby Solo con Se ridi se piangi, canzone legata al più consolidato melos italico. Tutto bene tutto giusto. Ma ascoltare i Beatles in quegli anni era tutta un'altra cosa. Era come aprire la finestra e far entrare aria fresca accorgendosi improvvisamente di quanto appariva soffocante quello che avevi respirato prima. I Beatles furono questa rivoluzione.

Il 22 giugno al Maxxi la copia restaurata del film Help, dove sono presentate le canzoni del disco, rivive quell'atmosfera di sobria ironia sui costumi anglosassoni. La storia demenziale narra della fuga dei quattro dai tentativi da parte di sacerdoti orientali - la somiglianza è all'India - che vogliono il sacrificio umano di Ringo Starr perché possessore dell'anello sacro.

Al di là del divertissement, i Beatles si vedono per la prima volta accanto a quell'Oriente indiano che negli anni mostrarono tante volte di apprezzare. Nel film vengono ritratti a Stonehenge, come ha ricordato Gino Castaldo al momento della presentazione, ufficiata con Ernesto Assante. Con i due veterani della critica musicale, anche Fabrizio Zampa. Lo storico giornalista del Paese Sera e del Messaggero nel raccontare la sua memoria per l'intervista in quegli anni ruggenti, nella diatriba beatles o rolling stones. si è professato ancora oggi del partito-beatles.

Ma la loro grandezza è consistita anche nel non aver lasciato modelli divisivi. Bravi nell'assorbire da tutti, anche da Bob Dylan, altrettanto talentuosi nel trasformare, rifondare e rilanciare con uno spirito di innovazione oggi ancora insuperato.

La trama del film presenta tratti di comicità demenziale che però ha il merito di deridere tutto e tutti, innanzitutto lo stile inglese dei film di spionaggio, proprio in quel 1965 quando prendeva piede il genere delle spy-story dei film di James Bond. I quattro di Liverpool prendono in giro loro stessi, si fanno burla del servizio di protezione anglosassone. Ma a ben guardare anche in quel turbillon di episodi funambolici dove sfuggono ai reiterati tentativi dei loro improbabili e goffi persecutori, i Beatles pare vogliano attestare la loro diversità da tutto il resto. Appaiono sicuramente goffi e macchiettistici nelle attività comuni. Ma quando suonano sono loro. I Beatles!