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04 agosto - significato
Libertà dalle proprie opinioni
Sul concetto di libero arbitrio, in opposizione all'esegesi che lega questa significazione a Tertulliano


L'espressione “libero arbitrio” è di uso comune e la si intende semplicemente come capacità di esercitare individualmente la libertà di cui ciascuno – pur limitatamente – dovrebbe esser dotato.

In sé appare come un semplice rafforzativo o come una tautologia al semplice concetto di libertà di cui ciascuno può dare dimostrazione.

In effetti l'espressione ha un valore più forte di cui c'è necessità di chiarimento, tanto più se riferito alla traduzione con cui Tertulliano avrebbe esplicitato il concetto greco di autexousios.

Non è questione di traduzione. Non si tratta di accentuazione nell'eccedenza del senso. Non disgiunto da questa rigorosissima esegesi del termine, però, opporrei che l'espressione di Tertulliano non tende a dare il senso di libero arbitrio come si è formato nella società illuministica, dove, con l'espressione, si intende specificamente l'ambito in cui la nostra libertà decide di esercitare la sua suprema capacità erogativa - avendo in sé la coscienza di essere diversamente delimitata per il rapporti altre libertà.

Tertulliano intendeva forse indicare l'espressione di libertà nell'arbitrio, intesa nel senso per cui quando la libertà si esprime non deve essere in qualche modo condizionata o indotta da determinazioni che l'hanno formata. Ma deve esprimersi nella modalità in cui prende coscienza di sé. Nell'arbitrio, appunto. L'arbitrio assoluto è la dimensione che ci fa conoscere il nostro grado assoluto di libertà incondizionata. Ed è l'espressione del potere di ciascuno di noi. La prova di sé, il potere la esprime nell'arbitrio assoluto. E questo si mostra nella scelta più sconsiderata e indifferente agli equilibri che convivono nell'atto della sua effettuazione. Un esempio era quello degli imperatori dell'antica Roma che, condizionati dal Senato, prendevano posizioni, a volte con l'apparenza della follia, totalmente scollegate dal contesto, proprio per dimostrare la loro totale autonomia dalla camera che continuava a decidere. In tal senso si esprimeva la loro libertà, attraverso l'arbitrio assoluto. Ma la libertà intesa in questo senso ha un valore negativo. Significa svincolo totale da condizioni che ne determinano il loro limite. Non ha il valore progressista che si vuole dare con l'illuminismo, ma di cui il grande primo alfiere fu Baruch Spinoza. La libertà intesa come ricerca e come conquista di spazialità nuove, sia nello scibile, sia nella gestione della cosa pubblica, sia negli stessi ambiti della visualità. (Spinoza per guadagnarsi da vivere faceva il molatore di lenti). In tal senso ricondurrei la significazione autentica - almeno per come la dobbiamo intendere noi oggi - di libero arbitrio. Libertà nella ricerca, libertà di designare ambiti di ricerca, libertà dalle opinioni, libertà di cambiarle, libertà dalle nostre stesse opinioni.