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11 marzo - arte e Imitazione dell'Arte
Keith Emerson e il nuovo genere di artista
In lui la grandezza fu sempre una nota congeniale. La stessa grandezza che il mondo non gli ha riconosciuto. Gli sia lieve la terra.


Ars longa vita brevis. Il titolo del disco dei Nice, primo suo gruppo, pare simboleggiare bene la sua attività. Ma con criteri invertiti. La sua vita musicale, in fondo non è stata breve, ma breve, nel senso: immediata, fulminea, intuizionista, veloce come la sua ispirazione artistica. Keith Emerson giovedì 11 marzo è venuto a mancare. La vita terrena fa anche degli scherzi. Forse d'ora in poi l'opera musicale di Emerson sarà compresa un po' meglio e potrà ottenere quei riconoscimenti che in vita gli sono stati avari, al di là dei successi di pubblico.

Certamente sarà ricordato come leader di Emerson Lake & Palmer. Il prestigioso periodico musicale Melody Maker li riconobbe tra i grandissimi dei primi anni Settanta, insieme ai Led Zeppelin, Rolling Stones, Crosby Stills Nash & Young.

Ma anche questo non era il percorso che il trio poteva sostenere, data la concorrenza dei loro coevi che confidavano su tempi brevi, su soluzioni a sorpresa, innovative, ma che si consumavano in pochi minuti. L'idea di Emerson, invece, fu sempre quella di portare il sinfonico nella musica di tutti i giorni. Ma senza grandi proclami. Senza l'ardire di scrivere manifesti di intenti artistici o dilungarsi in stucchevoli “discorsi musicali” - come si diceva in quegli anni affollati.

Insieme a Greg Lake, il vero autore del tappeto melodico dei brani, il convincimento fu sempre quello di “divertire divertendosi” - come semplicemente dissero in un'intervista, sempre al Melody Maker.

Ma in quei primi anni Settanta o si cantava al popolo ballate folk, oppure lo si aggrediva col rock, oppure si cercavano le vette di nuove formule con l'elettronica o col jazz. Emerson Lake & Palmer fecero un po' tutto questo, ma sempre e solo con lo spirito di andare in leggerezza. Fece male chi li valutò come grandi pontieri del nuovo. Lo erano senz'altro. Ma non volevano averne contezza.

Emerson Lake & Palmer inventarono il jazz rock con brani come Tank, nel loro primo disco.

Ma Emerson Lake & Palmer portarono anche l'effetto del gigantismo nel rock, con scenografie fantasmagoriche.

D'altra parte gli Emerson Lake & Palmer furono i precursori del Punk per quel loro modo volutamente sgraziato di riproporre dei classici in modo rude e scarnificato.

Emerson Lake & Palmer ebbero la follia di portare in tournée un'autentica orchestra per suonare la Fanfarra dell'Uomo Comune proprio mentre nel resto del mondo andava il Punk e la musica dal ballo.

La loro genialità consistette nel non essere mai perfettamente in sintonia col mondo.

Il loro limite fu lo stesso.

Mente di questo processo sregolato di idee e di ripescamenti musicali fu Keith Emerson. Emerson trascinò Greg Lake e Carl Palmer al successo. I due lo seguirono fino all'inevitabile disastro economico.

Di qui l'attività musicale di Emerson fu un aggregato di occasioni colte e dissipate. Un altro professionista della musica avrebbe costruito il suo vitalizio con colonne sonore per film thriller. (Sono degli anni Ottanta infatti le grandi produzioni di questo genere). Eppure Emerson dopo l'immenso Inferno per il film di Dario Argento (film scarso), si dedicò a pochi altri film scritti frettolosamente, senza troppe convinzioni. Non voleva probabilmente passare per il rockettaro invecchiato che si adatta a produzioni occasionali. Emerson era qualcosa di diverso.

Emerson era uno che si divertiva come un pazzo a suonare al piano i boogie degli anni trenta. Emerson raccontava che i grandi incontri della sua vita furono con Oscar Peterson e Bill Evans. Anche nel pieno del successo si raffrontava a loro come qualcosa di inarrivabile per stilismo.

Lo stesso fu con altri illustri rappresentanti del mondo della Classica che conobbe. Questo per dire che in lui conviveva l'atteggiamento dell'eterno dilettante, dell'entusiasta imberbe, dell' ”allegro barbaro”, oltre quella del musicista maturo e affermato.

Gli anni Sessanta, coi Nice, erano stati per lui una palestra per utilizzare ispirazioni e generi, onde assecondare la sua ispirazione momentanea.

Gli anni Ottanta dettero di lui la dimensione di un artista eternamente incompiuto. Come di un sinfonia impossibile da scrivere dopo la morte di Igor Stravinsky.

Lascia tanta musica, tante idee, ma soprattutto tanti esempi che gli altri hanno saccheggiato senza riconoscerne la paternità (come si diceva: Punk, Kolossal Rock e Jazzrock).

Ma più di lui rimarrà, probabilmente, la scarnificazione di una raccolta di appunti già scarnificati: I Quadri di un'Esposizione di Modest Mussorgsky. L'emblema più iconografico della ricerca forsennata di nuove idee, di ispirazioni musicali originali nel solco dell'Occidente che non è in grado più di darne, consiste proprio nella lotta con l'organo. Il musicista vampirizza il suo strumento, lo accoltella, lo trascina, nella ricerca impossibile di trovare nella tecnica quello che l'ispirazione armonica non riesce più a dare. Quindi se l'artista non riesce ad essere sé stesso con l'originalità della sua ispirazione deve trovare comunque una sua collocazione nel mondo delle espressioni. Ma se questa ricerca è tutta nella musica, e non nella moda, più facilmente si inviluppa in sé stessa fino a impazzire.

Emerson è rimasto molto più saggio di quel che dava da vedere. Ed è stato un grande modello nel mondo delle arti perché se il ruolo dell'arte non è più quello che ha occupato fino alla prima metà del Novecento, non è detto che l'artista debba rimanere disoccupato.

Siamo contenti di averti visto sempre attivo e divertito. Il tuo esempio ci accompagni sempre.