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18 marzo - categorema
Che cos'è la destra? Cos'è la sinistra?
Ci si infila spesso nel sentiero interrotto di questa differenziazione, buona a dare categorie utili per un orientamento denotativo - non connotativo - delle rispettive identità


Destra e sinistra sono due categorie che si sono sempre opposte ma perché le idee che stavano dentro le ponevano in opposizione, non perché destra e sinistra siano di per sé opposte.

(Anzi, i problemi nascono da un'inquietudine interna. Comportamenti, valori, idee-guida, all'interno dei rappresentanti di queste categorie assumono atteggiamenti in contrasto).

Mi spiego meglio. Ad esempio, noi possiamo dire nell'antica Roma repubblicana che Caio Mario e Silla erano il primo di sinistra, il secondo di destra. (E deve valere solo come differenza categoriale utile alla comprensione storica. Ma anche così dicendo, si evidenzia la necessità di una divisione originaria nei comportamenti e nei modi). Caio Mario fu attento alle classi plebee. Lucio Cornelio Silla era il riferimento dei patrizi, proprietari terrieri. Ma i due si contendevano la leadership per opposte visioni e opposte collocazioni in termini di sistema di interessi da difendere. Noi li collochiamo come destra e sinistra perché queste categorie sono un refrain dell'esigenza di denotazione delle nostre facoltà conoscitive. Lo stesso potremmo dire in riunioni di condominio dove c'è chi vuole fare grandi lavori di ristrutturazione e chi vuole invece spendere il meno possibile. Destra e sinistra ci servono per riconoscere dei comportamenti tipici, che tipicamente accadono nelle storie degli uomini. Non necessariamente mettono insieme sentimenti e capacità di mobilitazione. A destra potremmo collocare a pieno diritto sia un liberale spinto sia un militarista. E sono due persone che non hanno nulla in comune. Così come a sinistra si colloca un comunista e un radicale che possono guardarsi solo con odio. E allora, in fin dei conti, a cosa serve questa sinistra e questa destra, al di là del cognitivismo? La differenziazione, infatti, entra comunque. Si inserisce e si afferma non come categoria politica vera e propria. Semmai come categorema.

E allora se in queste due tipologie dobbiamo inserire comportamenti tipici potremmo inserire, per la sinistra, i sostenitori strenui del valore guida della democrazia, inteso in senso semantico. A destra i sostenitori del valore imprescindibile della libertà dell'individuo e della libertà di azione che il soggetto deve riuscire ad esprimere, come persona che come collettività.

Ma il problema è che per essere definitori hanno spesso stimoli, valenze, valori-guida diversi tra loro.