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19 giugno - Fede
Nell'anno del Sacerdote
Ratzinger affronta rilanciando la centralità della figura pastorale per il Cristianesimo

In una lettera Ratzinger si rivolge alla missione santificatrice svolta dai sacerdoti e ne fa la sostanza attuale del messaggio di Cristo. Fa un esplicito riferimento ai Movimenti ecclesiali e alle nuove comunità, affronta direttamente il tema degli scandali evidenziando però l'immensità della missione sacerdotale per sancire che la vera purezza si riscontra solo nella santità della Madonna. La nota è motivata dall'apertura dell "Anno Sacerdotale", da lui proclamato in occasione del 150esimo anniversario della morte (il dies natalis) di San Giovanni Maria Vianney, Curato dArs.

"Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù", soleva dire il Santo Curato dArs. I presbiteri offrono ai fedeli cristiani e al mondo intero lumile e quotidiana proposta delle parole e dei gesti di Cristo.

 

Ma lespressione usata dal Santo Curato evoca anche la trafittura del Cuore di Cristo e la corona di spine che lo avvolge. Il pensiero va, di conseguenza, alle innumerevoli situazioni di sofferenza in cui molti sacerdoti sono coinvolti.

 

Ci sono, purtroppo, anche situazioni, mai abbastanza deplorate, in cui è la Chiesa stessa a soffrire per linfedeltà di alcuni suoi ministri. È il mondo a trarne allora motivo di scandalo e di rifiuto. Ciò che massimamente può giovare in tali casi alla Chiesa non è tanto la puntigliosa rilevazione delle debolezze dei suoi ministri, quanto una rinnovata e lieta coscienza della grandezza del dono di Dio, concretizzato in splendide figure di generosi Pastori, di Religiosi ardenti di amore per Dio e per le anime, di Direttori spirituali illuminati e pazienti: "Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina il messaggio che ci ha lasciato san Giovanni Maria Vianney - Tolto il sacramento dell'Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l'ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. E se quest'anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote... Dopo Dio, il sacerdote è tutto!... Lui stesso non si capirà bene che in cielo".

 

Il Sacerdote oggi deve essere innanzitutto testimone di fede, oltre che maestro. Il Santo Curato sostando spesso davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia insegnava ai suoi fedeli a pregare. Ha giustamente osservato Paolo VI: "Luomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni".32

 

Bisogna, quindi, saper cogliere la nuova primavera che lo Spirito sta suscitando ai giorni nostri nella Chiesa, non ultimi i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità. La comunione fra i sacerdoti e col proprio Vescovo, basata sul sacramento dellOrdine e manifestata nella concelebrazione eucaristica deve tradursi nelle diverse forme concrete di una fraternità sacerdotale effettiva ed affettiva.49

 

"In realtà la vita del santo sacerdote di cui celebriamo il ricordo aveva osservato nel 1959 il beato Papa Giovanni XXIII - era in anticipo unillustrazione vivente delle grandi verità soprannaturali insegnate alla veggente di Massabielle. Egli stesso aveva per l'Immacolata Concezione della Santissima Vergine una vivissima devozione, lui che nel 1836 aveva consacrato la sua parrocchia a Maria concepita senza peccato, e doveva accogliere con tanta fede e gioia la definizione dogmatica del 1854".50 Il Santo Curato ricordava sempre ai suoi fedeli che "Gesù Cristo dopo averci dato tutto quello che ci poteva dare, vuole ancora farci eredi di quanto egli ha di più prezioso, vale a dire della sua Santa Madre".51

 

Nonostante il male che vi è nel mondo, risuona sempre attuale la parola di Cristo ai suoi Apostoli nel Cenacolo: "Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo" (Gv 16,33). La fede nel Maestro divino ci dà la forza per guardare con fiducia al futuro. Cristo conta sui sacerdoti.

 

19 giugno 2009