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29 giugno - leader
Sul Massimo, minimo storico tra i politici italiani
Non avrei mai ripreso questa bozza scritta per amici se il D'Alema non avesse motteggiato su La Sette affabulando qualche ingenuo


D'Alema è quella persona che Carlo De Benedetti ha definito un "caso umano". Non ne ha mai azzeccata una.

Come avrebbe detto Churchill, bisognerebbe innanzitutto diffidare di un uomo che non ha conosciuto un suo periodo di scapigliatura. E D'Alema non ne ha avuta, essendo nato dirigente politico nazionale: nella Fgci, federazione giovanile comunisti italiani. Nel '77, mentre si respirava tra i giovani aria di antagonismo e di rinnovamento anti-sistema, anti-capitalismo, il giovane dirigente comunista preparava le liste con la Democrazia cristiana per i consigli di istituto nei licei.

Nell'84 - quando i socialisti, dopo la neve a Roma, attaccarono la giunta Vetere e noi discutevamo di questo - D'Alema ci rassicurò dicendo che coi socialisti l'asse era d'acciaio.

Sempre il "caso umano" disse che La Lega era una costola della sinistra.

Ancora il "caso umano" non capì la svolta di Occhetto e dovette seguirla a rimorchio onde poi chiedergli di farsi da parte quando "lo zombie coi baffi" non riusciva a governare l'onda che lui stesso aveva creato.

Di nuovo "il caso umano" nel '94 disse che voleva vedere Berlusconi alla fame. Berlusconi vinse come sempre e aumentò i fatturati delle sue aziende.

Non si smentì il "caso umano" quando nel '98 fece le scarpe all'unico uomo che riuscì a battere Berlusconi, Romano Prodi, volendosi prendere in prima persona le redini di un centrosinistra che doveva finire in grazia il suo mandato.

Nel 2000 invece il beau geste. Avendo perso qualche ente regione D'Alema si dimise lasciando in braghe di tela tutto il centrosinistra.

Ovviamente il "caso umano" etichettò l'unico rivale nel partito, Walter Veltroni, "coniglio mannaro". Disse di lui - sempre non dichiarando ma facendo spargere questa sua voce - che si trattava di persona melliflua, infingarda e cattiva. Sempre nel '94 Veltroni fu votato dai militanti del Pds come segretario nazionale alle consultazioni nelle sezioni, ma il segretario lo fece lui. Chiaramente Veltroni si riscattò facendo il sindaco a Roma per due mandati, dal 2001 al 2008, e il segretario del neonato Pd, nel 2008. D'Alema? Nulla. IL giornaletto che si legge coi suoi accoliti: Italianieuropei. Ah sì, c'è un massimo incarico nel comitato di controllo dei servizi segreti, il Copasir. Parla da sé.

Ma la perlina nella sua carriera di grande statista sarà sempre la querela al Corriere della Sera per alcune vignette che lo ritraevano come il grande dittatore di chapliniana memoria. Querela che ritirò dopo la teatrale visita alle tipografie del quotidiano di via Solferino.

Uno che ancora fa questi giochetti del dire e non dire, del fare per non fare, di dare un'indicazione ma per votare il contrario di qualcosa, è un uomo politico che opera? Forse è un uomo contro. Ma i suoi "contro" non hanno mai realizzato alcunché.