ilnardi.it
20 giugno - film
IL Laureato compie cinquanta
Capolavoro per caso,azzecca le tematiche ancora indigeste alla produzione cinematografica stelle e strisce


Credo non si esageri con la considerazione che The Graduate avvii la cultura della contestazione che esplode nel ’68. Anche se nella narrazione del film il piano delle relazioni descritte è segreto, tutto interno alle individualità. Nulla, quindi, che abbia a che fare con la coscienza di classe, con la voglia di una società diversa, con la contestazione … Ma i temi sono tutti presenti in germe e riconducono al vero senso della contestazione di quegli anni: "la soggettività in rivolta". Sì, perché non si scende in piazza, non si occupa l’università, non si sfida la polizia pronta ad intervenire per ripristinare l’ordine se non c’è qualcosa che ti dice di uscire da questo modello di vita. La condizione claustrale in cui si trova il protagonista, Benjamin Braddock, non gli consente ancora di prendere coscienza piena. Ma la fisionomia del contestatore che dirà “la fantasia al potere” è tutta in lui. Anche Elaine Robinson è della stessa partita. Lei ha bisogno di uno schock ancora più grande per capire che i rapporti gerarchici sperimentati inizialmente in famiglia e riprodotti nella società non consentono di vivere una vita autentica. L’importante è che alla condizione di detonazione arrivino entrambi e ci arrivino all’ unisono. Cosa più importante, ci arrivino con gioia. La rabbia è degli altri, dei borghesi che stanno in chiesa e dal labiale si capisce che imprecano. Lo fanno in modo incomprensibile perché il vetro di protezione tra dentro e fuori la chiesa garantisce che le due tipologie di umanità non entrino mai in contatto tra loro. Come nel migliore romanticismo i due scappano senza un soldo e liberi. Prendono il primo bus senza neanche fare il biglietto di sola andata. E lì il capolavoro. I due sorridono e si incupiscono in alternanza. Come a stabilire un equilibrio irrinunciabile nella coppia. Ed il respiro rivoluzionario del film forse è tutto qui. IL film comincia dove finisce. Allo spettatore la libertà di immaginare la fortuna di quella coppia. Si sposeranno anche loro? Entreranno nei ranghi? Vivranno in qualche modo la diversità di quegli anni? Si lasceranno? Avranno dei figli? IL senso vero in fondo è tutto qui. Le pause, le fughe in Alfa Romeo, la digressione con Mrs Robinson commentate sonoramente coi brani di Simon & Garfunkel sono il preludio di quello che dovrà succedere a Elaine e Benjamin. La loro storia in effetti deve essere scritta ancora. La loro storia, in fondo, è quella di una generazione che ha creduto nell’utopia più grande. Quella di diventare sé stessi.