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11 ottobre - progetto politico
Attenti a quei due
Sgarbi: Lui è l'idealista, io sto dando vita a un sogno


Sgarbi come Mago Merlino in Excalibur: "per alcuni un sogno per altri un incubo". Nasce come progetto lanciato su una realtà politica appesantita da pressappochismo, calcoli di interessi - da una parte - fumosità e demagogia, dall'altra. 
I riferimenti diretti sono superflui. Ma Vittorio Sgarbi li fa tutti. "Come fa un movimento politico scegliere come nome cinque stelle? Cos'è un albergo per pochi? Quale parole chiave per la propria proposta? nessuna". 
L'occasione è la presentazione della lista Rinascimento al Senato della repubblica, il pomeriggio di mercoledì 11 ottobre.
Sempre Sgarbi non fa sconti ai vecchi amici delle sue intemerate. IL riferimento certo è al ministro dei beni culturali, Dario Franceschini che, davanti all'esecutività del progetto di abbattere uno stabile nel quartiere Coppedè a Roma per erigere una villetta residenziale che contrasta nettamente con l'inconfondibile stile del quartiere, risponde: ci sono i pareri di conformità. "Ma i pareri si possono confutare! Possono esserne chiesti altri di non conformità!" La cultura è la leva per sollevare il mondo, in Italia. IL binomio del nuovo progetto politico vuole dare l'incipit al nuovo, inteso innanzitutto come metodo per affrontare i problemi della realtà concreta. 
Giulio Tremonti in apertura autoironizza sulla sua famosa frase: "con la cultura non si mangia". Ovviamente la sua è una consapevole ritrattazione. La cultura, invece, è l'esempio più esplicito col quale imporre linee di crescita economica. 
"I nostri beni culturali e ambientali - incalza Sgarbi - sono una nostra dotazione ma possono non essere eterni se noi non sappiamo mantenerceli. Oggi in Italia si perde di vista il bene proprio di cui si dispone: la cultura, i beni offerti dall'arte e dal nostro paesaggio naturale". 
Ed è Giulio Tremonti che deve abbozzare l'inizio di un modo diverso di ragionare ponendo al centro l'orgoglio di appartenenza nazionale. "Dobbiamo esser fieri di essere italiani. La nostra è una cultura che arriva da lontano e i nostri duemila di Storia non possono essere contrabbandati con il poco che offre la nostra classe dirigente pronta a genuflettersi davanti all'Unione europea. Dobbiamo invece esserne protagonisti". 
E poi quasi in tandem: "solo due uomini di governo hanno cercato di cambiare gli italiani. Questi sono Mussolini e Mario Monti. Mussolini perché cercò di forgiarne il carattere. Mario Monti perché ha cercato di renderci un po' francesi, un po' tedeschi, un po' belgi. Dobbiamo invece essere fieri di quel che siamo e di quel che abbiamo, perché noi siamo quel che abbiamo. E non dobbiamo nasconderlo".
Nel nuovo progetto non ci sono sconti per nessuno. Al di là della proposta nello specifico il partito Rinascimento - questo il nome scelto per la nuova lista - deve imporre una importante modificazione di metodo. E metodo significa smantellare la burocrazia. Il metodo è agire seguendo il lume del bene e del giusto superando intralci dovuti alla miriade di leggi che ingolfano l'andatura di qualsiasi attività governativa, nazionale e locale. Rinascimento quindi vuole essere il nuovo, il recupero della dimensione dell'uomo nella persona singola misura di tutte le cose, contro le nebbie medievali a cui siamo abituati. 
L'esempio del nostro Medioevo è dato dallo strapotere della classe giudiziaria in ogni processo decisionale. Medioevo è dato dalla sudditanza all'Europa a cui la successione dei governi ci ha sottoposto. Medioevo è incapacità di esprimere autorevolezza nelle scelte, dando un senso specifico alle attività di governo, preferendo compromessi e accordi per la sopravvivenza.
Rinascimento vuole essere la fine di tutto questo. Impossibile saggiarne il peso specifico. Di sicuro la nuova voce, per quanto ha da dire e per le indicazioni che riuscirà a dare, sarà molto incisiva per il futuro del paese.