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21 maggio - Loro II
L'oro per secondo
Ci voleva la seconda parte per bilanciare lo squilibrio malinconico del primo atto


L'intemerata requisitoria, condensato del MarcoTravagliopensiero, sulle labbra della incolpevole Elena Sofia Ricci che personifica la figura di Veronica Lario. "IL presidente" e il suo doppio col quale ordisce il riscatto e la ripresa. Nella villa di Sardegna il tempo è sospeso. Non esiste il passato nella sua linearità diacronica. Pezzi di passato riaffiorano insieme, si affastellano per il combinato disposto di un finale tipo Padrino Due. IL grande capo vince, ha grande potere ma mai pieno potere, e rimane da solo. È stato il promotore della sua fortuna come della sua rovina umana. Le ninfette gli danno linfa. IL maggiordomo satanico lo protegge. I cortigiani gli danno conferma e gli danno danno.  Ma lui non si addanna. Guarda in modo disincantato la vita e non dice dannunzianamente ”io ho quel che ho dato”, quanto piuttosto: “ho avuto moltissimo e quel poco che ho dato vorrei che mi tornasse indietro”. IL secondo tempo di "Loro" non aiuta a riscattare la loro immagine. Tutti collusi. Tutti coinvolti. Tutti complici. Tutti comprimari di un mondo di apparenze nel quale il solo apparire è il massimo regalo che può darti il destino. Solo Lui sente di averne un altro. Lui è destinato ad entrare nella Storia. Siamo nella fiera dei controsensi: è per questo grande immenso sacrificio di vita gaudente, che chiede anche di essere amato.