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29 ottobre - bellezza
La questione Boschi
IL ministro che ha contribuito (senza successo) a voler riscrivere la Costituzione è oggi all’indice per una nuova spinosa questione: la sua bellezza e l’ostentazione che ne fa, pur nelle vesti di personaggio con pubbliche responsabilità


Se c'è una questione di opportunità non si tratta di una condizione cogente. Quindi siamo nel pieno rispetto del libero arbitrio da parte della bella donna con grandi responsabilità pubbliche. Libertà nel mettere in evidenza la propria bellezza. Chiaramente chi lo fa si trascinerà conseguenze nei giudizi ed anche questo farà parte delle reazioni prevedibili al suo comportamento. Ovvie: la reazione è data da chi ritiene sleale l'uso della sua bellezza come arma in più di cui gli altri non sono a disposizione. Ma è anche vero che la bellezza può velare il rigore scientifico di un ragionamento, la sua coerenza logica, la sua profondità, la sua capacità di dare soluzioni. A ben guardare stiamo sempre davanti a un meccanismo di difesa adottato per confinare la bellezza in un ambito tutto suo per non farlo interagire col mondo. Ma non per difendere la bellezza. Bensì per difendersi dalla bellezza contro la quale si rischia di non avere difese - In un contraddittorio saremmo così fermi e determinati se dall'altra parte abbiamo una persona bella? - La contraddizione sta nel fatto che il nostro modello culturale pare faccia un culto della bellezza ma in contempo cerchi di confinarla a uno stretto suo ambito, nel mondo reale. Come se fosse diàbolo. Dobbiamo ridiventare greci.