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07 dicembre - Vertice Onu a Copenhagen
Le genti aumentano e la Terra sempre più inospitale
Con lo scioglimento dei ghiacci i mari cresceranno 1,4 metri. L'aumento di anidride carbonica rischiadi rendere inospitale il pianeta

Le emissioni inquinanti cinesi e statunitensi raggiungeranno un picco tra il 2030 ed il 2040 e solo dopo cominceranno a diminuire. Sono il primo dato allattenzione come fattore inquinante nella conferenza mondiale contro il surriscaldamento della Terra.

Copenaghen. 7 dicembre 2009. Si apre il vertice onu sui cambiamenti climatici che per la prima volta vede 103 presenze ufficiali, tra premier e capi di stato. Faro acceso su Stati Uniti, India, Cina ma anche Brasile e Sudafrica.

La Cina si rifiuta di dare step alla regolazione delle sue emissioni gassose richieste dagli altri Paesi industrializzati. Rappresentata dal premier Wen Jiabao, la Cina dichiara però la sua migliore volontà a collaborare nella riduzione degli attuali dati di un Paese che si ritiene ancora in via di sviluppo. Il problema però è che in questa crescita il carbone produce il 70 per cento dellenergia necessaria. Il risicato 9 per cento di energia prodotto con sistemi puliti, affermano le autorità di Pechino, vuole raggiungere il 15 per cento entro il 2020.

Nel ginepraio di dati, spesso anche contestati, a centrare la questione fondamentale è stato Benedetto XVI che fonda il presupposto di una nuova dieta di consumi e produzioni sulla base delletica. E questo è un impegno non meno difficile che stabilire limiti, tetti, soglie e qualità di gas di scarico da non superare. Un esempio della difficoltà riposa anche nelleditoriale di Sartori sul Corriere della Sera del 6 dicembre dove contesta ai Paesi in via di crescita industriale la correttezza logica di richiedere risarcimenti per i danni fin qui prodotti. Questo perché, secondo Sartori, chi ha inquinato finora non sapeva dei danni che faceva allambiente, sarebbe come sempre letteratura del tuttologo italiano chiedere il risarcimento per aver avuto in contagio lAids prima che il virus fosse scoperto. Tutto contestabile il fatto che nei duecento anni di industrializzazione non si conoscessero i danni prodotti allAmbiente, non se ne immaginavano le proporzioni planetarie ma presto o tardi un conto sarebbe stato pagato. E poi, rimanendo negli esempi estemporanei, anche in mancanza di dolo, cè sempre un risarcimento per il danno procurato.

In questi vertici in internazionali il problema sospeso resta sempre la cogenza degli accordi presi. Quale vincolo rappresentano per gli Stati che sono la massima autorità territoriale? Come intervenire nelle situazioni considerate più vulnerabili? Secondo il Segretario esecutivo della convenzione dell'Onu sui cambiamenti climatici, Yvo de Boer, necessitano circa dieci miliardi di dollari ogni anno per i prossimi tre anni. Non solo. "Da qui al 2020, o al 2030 sempre il Segretario onu - saranno necessarie cifre molto più significative, nell'ordine di centinaia di miliardi di dollari".

I paesi Ue (nota ANSA) si propongono di avere un ruolo centrale alla conferenza: "Saremo convocati tutti i giorni come consiglio Ambiente Ue", ha detto il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo. "Ormai tutti sappiamo che si lavora su una decisione politica vincolante che poi sarà sviluppata nel 2010 in un trattato vero e proprio". "L'Italia - ha detto ancora il ministro - sta con l'Ue, poi discutiamo, ma andiamo con un disegno condiviso".