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22 aprile - Estetica
Fenomenologia di Greta
Non serve insinuare l'idea del complotto per considerare risibile la crociata sull'ambiente capitanata dalla piccola


IL volto, il tono della voce, il comportamento non sono accattivanti. Eppure piace. Ed è questo l'elemento centrale che dovrebbe essere osservato in questa lunga diatriba dei nostri giorni. Formigli la intervista come fosse il Nobel per la Fisica. Non per la Pace. E va tutto bene. 
Greta riempie le piazze, coinvolge i ragazzi della sua età - operazione che si riteneva assolutamente impossibile.
Da sfondo a tutto questo però si deve ammettere sia la tematica nevralgica per la vita dei nostri giorni.

Le questioni "Ambiente", "Clima", "Inquinamento", "Raffreddamento della Terra" (e poi "Surriscaldamento della Terra"), "Invasione da plastica", "Elettromagnetismo", "Effetto serra", "Anidride Carbonica" - diversamente declinate da più di cinquanta anni ma afferenti ad un'unica grande questione - fanno parte del dibattito nell'Occidente. 

Esortazioni e lotte per il rigore e la tutela di aria, acqua e terra nel mondo sono state fatte proprie dalla destra come dalla sinistra. (In mezzo e in difficoltà la cultura marxista a cui sfugge dialetticamente l'argomento perché non facente parte della lotta di classe).

Tutto questo per dire che il fenomeno della piccola Greta non fa che inverdire una tematica sempre viva, ma che finora non aveva trovato una portavoce che fosse al riparo da attacchi. Greta, la sedicenne, sfugge ad attacchi personali. Ma quel che c'è dietro di lei la pone semplicemente come oggetto di una grande operazione di marketing ingegnata scientificamente dai genitori aventi loro frustrazioni e messa a punto da un operatore massmediatico molto bravo.

Sarebbe un errore però vedere la Fenomenologia di Greta come esclusiva operazione di promozione commerciale.

Le questioni toccano nel vivo e sono tutte aperte. Non è minimamente detto però che abbiano le risposte del pauperismo universale suggerito dalla bambina con le treccine. Non è detto nemmeno che le argomentazioni e le paure siano fondate. Sono molte le confutazioni autorevoli. Certo è che toccano le paure di molti.

Ma quel che propone la piccola Greta, nella sua Fenomenologia, è un'alternativa ancora più inquietante. Lei che parla dal palco e uno stuolo di persone che per lei producono energia naturale con le cyclette. Si ripropone quindi, una differenza tra lavoro intellettuale e lavoro materiale. Un ritorno alla Servitù della Gleba. Quanto meno a una netta differenza tra idee, predicazioni, postulati, discorsi e ragioni, da una parte, con il motore meccanico e la forza, distaccata da essi che deve supportarli.

(( C'è? qui il il rapporto di forze del sovrano che decide e l'esercito mosso alla mobilitazione per la nuova crociata affinché non pensi veramente e non metta in discussione il rapporto di dipendenza dal portatore di voce )).

Come sempre, dietro le parole chiave sussistono i modelli a quali conducono.