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26 aprile - Matematica
Obesità
Continua la crociata contro il sovrappeso, ostativo anche per la lucidità del cervello


Più grasso meno cervello. Aumentando la pinguedine diminuisce anche lo spazio nel cervello per materia grigia e livelli direzionali per il movimento. La rilevazione non è nuova. Ma stavolta la rilevazione è avvenuta in modo, per così dire, empirico. Sono stati osservati i cervelli di dodicimila persone. Attraverso la risonanza magnetica sono state rilevate notizie su materia grigia (neuroni) che su sostanza bianca (connessioni). E per uomini e donne c’è differenza. Negli uomini la tesi e specificamente inverata: più grasso uguale meno materia grigia (“circuiti di ricompensa” a “movimento”). Nelle donne più grasso è invece semplicemente legato a un deficit nella direzione ai “movimenti volontari”.

Quindi chi ingrassa deve temere l’involuzione della demenza. A dirlo una ricerca pubblicata su Radiology ( https://pubs.rsna.org/doi/10.1148/radiol.2019181012 ).

L’immaginario generale è stato sempre legato alla figura sapienziale del saggio, pingue, seduto, tendente all’immobilità, che proferisce verbo e lancia massime illuminanti oppure indica ipotesi e percorsi che gli astanti non avevano supposto. Era l’Orson Welles oramai invecchiato e l’Alfred Hitchcock dei film brevi che chiosavano a commento. Era il Buddha così come tramandato nella vulgata per l’Occidente benevolo e attento. Era Cavour che a tavolino inventava l’unità d’Italia. Era Winston Churchill che con la sua visione vinceva la guerra più importante della Storia … Niente di tutto questo.

Dobbiamo forse pensare che pezzi di nostra Storia e dell’Estetica del Novecento siano stati regolati da semi dementi?