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01 maggio - Matematica
Istat
La popolazione diminuirà di un milione seicentomila persone entro il 2045.


I dati da tenere sotto controllo sono due: emigrazioni e minori nascite. Negli ultimi quattro anni sono partiti dall’Italia quattrocentomila residenti.(Minore popolazione significa meno consumo, minore forza produttiva). Non solo. Dai primi anni Novanta i morti superano i nati. Oggi ci sono settecentomila persone con più di novanta anni. Si prevede che tra quaranta anni ce ne saranno due milioni e mezzo.
Si prevedono trecentomila immigrati l’anno nei prossimi cinquanta anni. Eppure la popolazione tende a diminuire. Ma ci sono anche gli italiani che espatriano. Sono centotrentamila quelli che emigrano.
IL ruolo dell’immigrazione rispetto al calo demografico ha avuto un ruolo fondamentale: ha compensato il saldo naturale negativo, l’eccesso dei morti sui nati.
Ma l’immigrazione classica, quella determinata da lavoro, si è molto attenuata perché dopo la crisi del 2011 l’Italia ha perso l’attrattiva di un tempo in termini occupazionali. IL settore che più ha sofferto è stato quello delle costruzioni che aveva molta offerta di manodopera straniera.
IL panorama offerto dall’Istat offre un quadro ancor più preoccupante per l’andamento occupazionale: nell’ultimo anno si registrano trentacinquemila occupati in meno, aumenta il debito pubblico, la spesa pubblica cresce, la pressione fiscale sale.
La crescita nel primo trimestre dello 0,2%, divulgata in questi giorni,è la metà rispetto la media dell’Eurozona.

Fonte Ansa

https://www.istat.it/it/comunicato-stampa