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17 giugno - Etica
Dimissioni in diretta
Su Rai 2 Francesco Totti annuncia che prenderà altre strade


"Non c'è un colpevole. Era stato individuato un percorso. Non è stato rispettato. Per questo me ne vado"... "Se fossi presidente della Roma darei tutto in mano a persone come me e come Daniele". Ammette di esser stato pugnalato da qualcuno di cui non vuole dire il nome. "Pallotta finora ha dato fiducia alle persone sbagliate"... "Ma se in nove anni i risultati sono deludenti qualche risposta te la devi pur dare". Totti si dichiara a maggior forza una risorsa della Roma. "Hanno voluto che io smettessi di giocare".... Lo stesso sostanzialmente avvenuto nella sua breve carriera di dirigente. La conferenza stampa al Coni - quindi in sede differenziata da Trigoria - non aggiunge più di quanto ci si aspettava. "Sono riusciti ad ottenere quel che volevano". Quindi il vero obiettivo non era detottizzare la Roma ma deromanizzare la Roma. Ed è qui il vero oggetto al contendere nel processo di mondanizzazione di un gioco che se sollevato dalla dimensione del sentirsi parte, del possesso, perde molto della sua fenomenologia. Si riduce a una serie di eventi circensi dove ad essere esaltata è la singola giocata, il bel gesto, ma soprattutto la celebrazione della fiera della vanità: la vittoria. Ma Totti da questa vicenda ha la possibilità di uscire rafforzato nel suo ruolo sociale di uomo-simbolo. La verità, la franchezza, la mancanza di finzione, tipica di un consolidato modo di essere romanisti, sarà la sua dottrina che potrà gestire dove potrà. 
Ed è sulla mancanza di rilevanza nella Roma, le vere ragioni del divorzio. Qualsiasi esito da decisioni per cui lui non fu neanche interpellato e che Totti non avrebbe potuto sostenere, poi, la ragione del divorzio. 
"A Trigoria deve esserci uno che prende le decisioni, non dieci". Con De Rossi lo stesso atteggiamento che hanno avuto con me. Ma a ben guardare era quello che volevano: togliere la romanità alla Roma". Sorvola il raffronto tra l'allenatore attuale, Fonseca, e gli allenatori potenziali: Conte e Sarri. "L'anno scorso se andrò allo stadio? Certo! Sono della Roma... Andrò in Curva Sud con Daniele, se non deciderà di giocare in un'altra squadra". 
Ma alla domanda cruciale - ma secondo te Pallotta è qui per lo stadio o per la Roma? - Totti non risponde. 
E si apre alle prospettive di un nuovo presidente. Ed è per questo che quello di Totti non è un addio alla Roma ma un'arrivederci.