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05 luglio - Etica
Tex in mostra
L'esposizione delle testimonianze bibliografiche e autoriali di Aquila della Notte non rendono giustizia del mito


Nel 2018 Tex ha compiuto settanta anni dalla prima striscia. "Striscia" era il nome con cui si chiamavano quei formati di narrazioni in fumetto aventi la forma anomala che tagliava il formato A5 in tre parti, dalla lunghezza. Nel 1961 Tex sarebbe uscito in formato più conosciuto col numero uno: La Mano Rossa. Da allora il suo successo editoriale fu un dato graduale, determinato e certo. Tex ha attraversato tre generazioni, ha sfidato video e l'egida attualmente vigente della proiezione filmica, della fiction. Ed è anche per questo che forse bisogna celebrarlo prima che sia cancellato. Prima cioè che i suoi sostenitori scompaiano portandosi via con loro la memoria di un genere molto amato: il western.
La mostra passata a Milano e arrivata a Roma però non mantiene quel che promette. Si espongono i volumi, le uscite, le curiosità, le vignette ... Come sempre in una mostra dedicata. Si propongono le attestazioni dei loro autori che parlano del personaggio.
Ma chi ama Tex non ha bisogno di vedere Galeppini o Bonelli parlare dell'eroe che ha acceso la fantasia della sua fanciullezza. Non vogliono sentirli i due e si rifiutano perché sentire la loro versione significa riportare il personaggio alla sua dimensione di finzione.
Tex celebrato a settanta anni dalla sua uscita invece deve essere consacrato come esistenza reale.
Tex è un modello etico. Tex vive a metà tra l'estrema determinatezza dei propri convincimenti e il compromesso di essere un uomo del Sud ma in contempo antischiavista. Tex è un fustigatore dei fuorilegge ma sta con gli indiani. Addirittura è un capo navajo. Quindi, dal punto di vista americano, è uno che si sporca le mani.
Tex è fortemente realista ma si afferma con coraggio contro forze del male.
Si è discusso a lungo se Tex fosse di sinistra o di destra ed entrambi gli ambiti hanno credenziali per tenerlo come adepto, ma lui non si è mai espresso.
Tex è la risposta italiana al John Ford di Ombre Rosse, quindi il suo valore letterario assurge anche rilevanza storica. Tex parla bene ed è forse il fumetto scritto meglio in Italia. Si potrebbe proporre come educatore permanente, sia per il buon italiano, sia per la formazione dei giovani e il dovere di tenere sempre la schiena dritta. Anche se il ranger non sempre segue il diritto, ma univocamente l'etica. Tex è un campione.
In mostra si è visto solo un fumetto e il suo merchandising.