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10 luglio - Etica
L'Uomo Ragno veste i panni della tecnologia
Ma è la nuova frontiera americana a vincere rimettendo l'uomo al centro


Segna un'evoluzione genetica la nuova serie di film che hanno "l'arrampicamuri" come protagonista. Si è infatti passati dal motto di spirito liberal-democratico "grandi poteri implicano grandi responsabilità" all'esistenzialista: "se senza divisa non sono nulla, allora non sono nulla". 
Ma la soluzione nella nuova epopea è ispirata alla spontaneità. Ma a fare la parte del padrone consiste - come per i cavalieri del Medioevo - il possesso di un'armatura. Si tratta di un'attrezzatura altamente tecnologica fornita da Starck, alias Iron Man. 
Oramai non esiste combattere semplicemente con i poteri di ragno conferiti dal caso. Esiste superiore a tutti la tecnologia creata dall'uomo. E sopra a tutti, ancora, la capacità di servirsene.
In questo bailamme di invisibili nuovi protagonisti è Peter Parker a vincere, ancorché l'Uomo Ragno.
D'altra parte nel terzo millennio avanzato non poteva più essere sufficiente una trama basata su eroi e anti-eroi armati semplicemente dei loro convincimenti e del riscatto da una frustrazione. I motivi che muovono l'esistenza hanno caratteristiche determinanti: si compongono di un'architettura direzionale nella quale ciascun essere - anche il supereroe - appare come funzionario di una logica meccanicistica.
Ma non si tratta di un pretesto, o di un "mostro necessario", per abbattere un altro muro creato dalla stessa umanità.
La trama non si esplica semplicemente con l'umanità che per affermare sé stessa sconfigge il sistema di vincoli e di barriere create da sé stessa ma che a sua volta la vincolano.
IL mondo della tecnica resta imperante. Senza se e senza ma.
E anche L'Uomo Ragno resta un suo funzionario.
Solo che per espletarne le funzioni non può rinunciare alle sue di funzioni, alla sua libido, alla sua necessità di sbagliare nel convincimento pieno di farlo.
Non è un atto di ribellione alla tecnica. L'Uomo Ragno non si limita a servirsene. Ne appare in tutto e per tutto artefice. 
Nel combinato disposto degli accadimenti il tutto non può essere totalmente ponderabile. Se lo fosse non varrebbe la pena di essere vissuto. Forse non sarebbe autenticamente vissuto.
Quel che recita la nuova saga dell'Uomo Ragno è un inno alla vita. Alla vita vissuta. Alla vita che senza scelte non avrebbe alcun senso.