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24 maggio - Discussione su una legge
Quando la prova è al telefono!
Captatio malevolentia. Parole in libertà che diventano sigilli di colpevolezza

Non ho mai letto sui giornali un'intercettazione che aggiungesse una nozione alla notizia di cui si andava ad illustrare. Non ho mai letto un'intercettazione veramente pruriginosa, come quelle di cui si è andato cianciando. Segno che in questo sistema resterà un modo per stroncare chi ha già perso.

Come prova provata di un reato cè da chiedersi chi di noi non è mai stato eccessivo nella conversazione telefonica, chi non ha mai ecceduto dando prova di privata iattanza con la complicità dellinterlocutore e nella garanzia della privatezza nella discussione. Il diritto parla di dimostrare la materialità dellazione criminosa. Evidenzia anche l offensività del reato con chiara esplicitazione verso la responsabilità personale. Tutti elementi che non ben distinti dalla sfera della comunicazione verbale. Eppure si leggono sentenze su gravi imputazioni basate esclusivamente dal contenuto trascrittivi delle captazioni telefoniche e ambientali. Se i linguaggio utilizzato sia altro da eccesso di confidenza o mera manifestazione di iattanza verbale lo decide il giudice di merito, ma linammissibilità di questa valutazione è sottoposta alla Corte di Cassazione che si troverà a decidere in caso di ricorso. È chiaro che la giurisprudenza di legittimità considera il contenuto delle intercettazioni telefoniche una prova. Limputato è colpevole anche senza necessità di trovare altri riscontri esterni. Sono sufficienti le cose dette in una chiacchierata al telefono, spesso fuori registro di autocontrollo espressivo. Gli elementi scaturiti dalla conversazione debbono esser gravi, precisi e concordanti. E sulla concordia coi fatti poggia tutto il castello. Le intercettazioni sono recepite come indicative di una circostanza (premessa minore) inserita, aspetto specifico di una condizione di più ampia entità (premessa maggiore), sulle quali si deduce sillogisticamente la responsabilità dellindagato. Così unipotesi diventa realtà. In altri termini, deve esserci il sospetto (premessa maggiore e fondamento), la conferma con una frase, unindicazione di fatto (premessa minore), e il cerchio è chiuso. E se lipotesi di partenza fosse strampalata? Se lelemento lanciato in un botta e risposta al telefono fosse solo una provocazione da parte di chi sa di essere ascoltato? Dati alla mano di analisi specifiche su una miriade di casi tenuti sotto controllo, si dimostra che non vi è mai un nesso necessario tra ciò che vien detto e sul quale si assente e ciò che effettivamente vien fatto o si ritiene giusto.

Quando si valuta una prova, non sarà mai rassicurante non tenere in considerazione la ricerca di tutte le correlazioni esterne tali da rendere le prove autonome completamente dai fatti espressi in una conversazione al telefono.