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10 settembre - Estetica
IL Travaglio breve del nostro scontento
Si accavallano le ricostruzioni che non tengono conto delle bocce ferme


Secondo un articolo de IL Tempo si attribuiscono a Marco Travaglio le grandi logiche nella strategia di gestione della crisi e nuova composizione del governo. L'articolista mostra di conoscere bene le voci di palazzo ma mi sembra conoscere pochino la politica. Non diamo a Travaglio meriti o demeriti che non ha. In questo mese è stato sostanzialmente in ferie. Poteva mostrarsi fieramente come l'alfiere e il precursore di questo governo ma non l'ha fatto. Nessuna ospitata. Nessun intervento che rilancia il dibattito. No! Ha temuto di avere troppa responsabilità, se il progetto andava in porto, ha temuto di bruciarsi, se fosse fallito. In effetti la soglia di dolore per PD e 5st era molto bassa. Entrambe rischiavano la marginalità ventennale se non avessero preso l'iniziativa. La trattativa in sé non ha mai avuto un punto critico. Nomine, dicasteri, sono quisquilie di fronte alla posta in gioco: l'annientamento. E allora sarebbe stato giusto congedare un ex premier non eletto dal popolo. Ma l'elemento di garanzia per l'Unione Europea (Merkel) e i mercati che continuano a comprare il nostro debito parte proprio da Conte. È disciplinato. Fa i compiti a casa. Non risponde male. Sa essere ossequioso coi potenti. Non chiede soldi ai russi come agli americani, come invece ha fatto Salvini. E allora lo debbono digerire anche quelli del PD. Dogma. Gli si possono mettere due terzini in marcatura per controllarlo. Uno PD e l'altro 5st. Ma qui il problema si complica. E di molto. Dimostrerebbe che lui non è cinquestelle. E allora chi è? Chi lo manda? È un agente dell'Avana? Si può rivenducare a ragione la sua natura Cinquestelle e mettergli un solo terzino PD. Ma allora sarebbe una diminutio per i cinquestelle, scalzati di fatto fuori dalla vera leva centrale del comando: in evidente strappo dei gradi a Di Maio. No! Meglio evitarlo questo casino interno con sommossa del "capo-politico". Meglio starsene tutti buoni. Evitare recriminazioni da una parte e dall'altra e lasciare solo al comando l'uomo di Trump e dei mercati. Sulle nomine. Ci si accorda alla buona! "Chi ha avuto, ha avuto! Chi ha dato, ha dato!" Con un convitato di pietra cge se ne sta buono buono ma creerà problemi in futuro, come sempre ha fatto: i radical chic, Liberi&Uguali. E allora gli si dà un ministero visibile: la sanità. Non hanmo responsabilità di manovra. Solo di interdizione: impedire la completa privatizzazione della cura per la salute. E l'uomo campa!