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22 settembre - Estetica
Via falce e martello!
Equiparati fascismo e comunismo


IL 20 settembre nel Parlamento Europeo si è arrivati a votare una risoluzione che recita: “Importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa”. Qui si equiparano fascismo e comunismo. È stata votata con 535 voti a favore, 66 contrari, 52 astenuti. Ha fatto sensazione che il PD abbia votato a favore, ma anche l'ex Rifondazione comunista Pisapia. Ci si effonde nell'analisi storicistica. Nella risoluzione “il patto Molotov-Ribbentrop, e i suoi protocolli segreti, dividendo l'Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse, ha spianato la strada allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale”. E ancora: “i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del ventesimo secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità”. Quindi, sempre la Risoluzione, “invita tutti gli Stati membri dell’Unione Europea a formulare una valutazione chiara e fondata su principi riguardo ai crimini e agli atti di aggressione perpetrati dai regimi totalitari comunisti e dal regime nazista”. Si spinge a considerare con inquietudine l'uso di simboli di regimi totalitari, anche a fini commerciali.

In fatti in “spazi pubblici di alcuni Stati membri – sempre nella risoluzione – (ci sono) i monumenti e luoghi commemorativi (parchi, piazze, strade, ecc.) che esaltano regimi totalitari, il che spiana la strada alla distorsione dei fatti storici circa le conseguenze della Seconda guerra mondiale, nonché alla propagazione di regimi politici totalitari”.

Non si capisce l'attualità di questa risoluzione. Non se ne ravvisa la necessità. Tra l'altro, data la sua lunga consistenza e verbosità, si dubita sia stata letta da tutti diffusamente.

Chiaramente la levata di scudi di un mondo nostalgico alla falce e martello è stato un fatto conseguente.

Ma senza gettarsi in gineprai di discussioni impossibili va comunque rilevata la scorrettezza filologica della tesi sostenuta. IL mondo che abbiamo è la conseguenza della vittoria di alcune forze su altre durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra le forze vincenti c'era l'Unione Sovietica che era un paese derivato dalla rivoluzione comunista (come oramai si usa dire sbrigativamente).

Differenziare nettamente tra filologia di un sistema di pensiero che ha accompagnato la storia dell’uomo (il comunismo) con l’oppressione del regime sovietico appare oramai come un esercizio destato al fallimento.

IL mondo dell’attuale, le istituzioni nazionali, europee, mondiali, appaiono brutali come l’inconscio: non si procede a differenze ma a grandi stroncature. O stai da una parte o stai dall’altra. Pare proprio, allora, che per dirsi occidentali si debba abiurare in tutto e per tutto un percorso storico che comunque ha caratterizzato il Novecento.

Ma ai nostalgici del “socialismo reale” non deve sfuggire che quel sistema ovunque sia stato messo ha determinato un sistema di repressione e annichilimento della persona. Ovunque! E più che l’esposizione di numeri sulle vittime può dare chiarezza sul significato della repressione l’opera di Aleksandr Solženicyn