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05 dicembre - Estetica
Dall’Unione la rinascita
IL centrodestra vuole rinascere proprio con l’Europa, la sfera teorica più difficile da conciliare nelle sue diverse leadership



Dopo il 2013 il centrodestra in Italia è rimasto un’incognita. Un’ipotesi. Dopo l’estromissione di Silvio dal cuore delle manovre, l’ assemblement è riuscita solo per coalizioni locali. L’eccessiva forza di una delle sue leadership - Matteo Salvini – complica la sua ricomposizione a livello nazionale. E questo perché la Lega col suo trentaquattro per cento potenziale è direttamente concorrente al partito gemello, Fratelli d’Italia, stimato sul dieci per cento. Una forza che annichilisce Forza Italia. Quello che una volta era il centro della coalizione si vede come fanalino di coda. Ed è così che il potenziale vincente rischia la frammentazione. Se n’è accorto il professore ex ministro Marcello Pera che nel convegno organizzato da il quotidiano IL Tempo, mercoledì 4 dicembre all’Hotel Minerva ha proposto una convention di menti per l’Europa. “Una conferenza per il centrodestra per arrivare preparati all’appuntamento della conferenza per l’Europa chiesta da Francia e Germania. A questo appuntamento dobbiamo arrivare preparati quindi dobbiamo mettere le basi per un governo di centrodestra”. Maria Stella Gelmini, Anna Maria Bernini e Matteo Salvini sposano la proposta e dichiarano di trasformarla subito in pratica operativa. Ma il punto di vista liberal-democratico non prescinde dall’Unione Europea.“Porsi la domanda su dove andrà l’Europa è da veri europeisti … L’Italia non può ratificare solo le scelte franco-tedesche” – l’intervento della Gelmini. Cambiare dall’interno è l’altro parere liberal-democratico. “Non c’è nulla che nel tempo non abbia bisogno di essere cambiato. I nodi con cui ci dobbiamo confrontare sono le grandi modificazioni – l’impostazione di Anna Maria Bernini che però tende a non vuole minimizzare sull’Europa - Ma a fronte dei grandi giganti del mondo multinazionali, Russia, Usa, Cina – non possiamo fare i nani da giardino”. “Così com’è l’Unione Europea è portatrice di oscurantismo – la sentenza di Matteo Salvini – Prevediamo di dare cinque miliardi alla Turchia. Chi lo ha deciso? Quando e dove è stato deciso? … Se andiamo a guardare il MES vediamo sette tecnici, non eletti dal popolo, e tra questi nessun italiano. Come può funzionare un modello di questo tipo? – E poi sempre IL Capitano incalza – Credo che leggeremo dalla Storia che l’Europa è stata salvata dai sovranisti”. Pur con l’assenza di Fratelli d’Italia al convegno de IL Tempo, trovare la quadra tra le diverse identità sarà lavoro della conferenza.