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27 maggio - Antichi privilegi
Sette domande sulle Pari Opportunità
Intervista a Mara Carfagna pubblicata su Est Area

Innanzitutto Ministro, può indicarci in modo sintetico le questioni di cui si è occupata nella sua attività di governo?

In due anni, il Ministero che ho lonore di guidare ha affrontato, e lo dico con orgoglio, numerosissime questioni importanti. Il primo anno abbiamo dato la priorità alla tutela delle donne, dei minori, delle persone più deboli, inasprendo le pene per punire violenze e abusi e garantire così maggiore sicurezza. Ha visto la luce un nuovo reato, quello di stalking che colma un vuoto legislativo nel nostro ordinamento giudiziario  e offre alle donne gli strumenti per difendersi da chi le molesta e le perseguita. Una normativa che funziona anche da deterrente e come prevenzione di crimini più gravi. Il secondo anno, invece, abbiamo puntato i riflettori su donne e lavoro pensando, insieme ad altri dicasteri, a misure di sostegno alle famiglie e allinfanzia tra cui la tagesmutter, la mamma a domicilio, e la creazione di nuovi asili nido.

 

 

Uomo-Donna. C'è uno squilibrio ancora presente nella nostra società che
riguarda tanti settori: economico-professionale, culturale e nella normalità
delle interrelazioni con l'altro sesso. Qual è l'ambito più importante in cui
può intervenire il suo dicastero?

Il Ministero per le Pari Opportunità ha il compito di combattere le discriminazioni e le disparità che ancora esistono tra uomo e donna nella nostra società e in particolare nel mondo del lavoro. Con il piano di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, lobiettivo è quello di realizzare le condizioni affinché le donne che hanno unoccupazione e una famiglia, dei figli da crescere e da seguire, possano fare entrambe le cose nel migliore dei modi, quindi, riuscire ad essere delle brave mamme senza trascurare la carriera. Unaltra importantissima novità è il recepimento della direttiva 54 che stabilisce pesanti sanzioni per i datori di lavoro che discriminano donne o uomini in base al sesso a partire dallaccesso al lavoro, dalla disparità di trattamento economico, fino alle penalizzazioni dovute a una gravidanza.

 

 

Quali azioni nella pubblica amministrazione perché ciascuno abbia la
possibilità di emergere secondo i propri meriti?

Il Governo punta sulla meritocrazia, sulla trasparenza e sulla qualità. Lo dimostrano le riforme messe in campo nella P.A. dal ministro Brunetta che stanno dando risultati positivi e che non sono affatto, come qualcuno può aver pensato, punitive nei confronti dei dipendenti pubblici, ma aprono una autostrada verso la carriera ai più meritevoli.

 

 

Lei ha esordito come ministro con la legge contro lo stalking. A che punto
è la repressione e la prevenzione di questo reato fino pochi anni fa non
contemplato nel nostro codice penale?

Dai numeri che abbiamo è evidente che era più che necessaria e opportuna lintroduzione del reato. Infatti, secondo i dati delle Forze dellOrdine, ad un anno dallentrata in vigore della legge, lautorità giudiziaria è intervenuta 5.153 volte a seguito di denunce e ci sono stati 942 arresti. Numeri alla mano, bisogna ammettere che la legge ha funzionato benissimo. Il fenomeno deve essere continuamente monitorato perché così è possibile, per alcuni casi, evitare che gli atti persecutori si trasformino e degenerino in crimini più gravi.

 

 

Un problema delle pari opportunità guarda anche alle barriere
architettoniche. Quale azione può svolgere, e ha svolto, il vostro ministero?

Lintervento per migliorare la condizione dei disabili è continuo e passa dagli interventi diretti alla moral suasion sugli enti locali, che spesso hanno la responsabilità degli edifici. Lultimo è stato sullAnci, perché inviti i Comuni a far accedere i cani guida che accompagnano i non vedenti in tutti gli esercizi commerciali, in deroga ai divieti di non far entrare animali. Sono certa che un giorno il problema sarà risolto in via definita. E, a questo proposito, abbiamo appena prodotto uno spot televisivo contro la discriminazione nei confronti dei disabili che sarà programmato a giorni su tutte le reti televisive e radiofoniche.

 

Qual è una forma di educazione permanente con la quale si potrebbe diffondere la cultura delle pari opportunità?

Educare sin dalletà scolastica al contrasto e al rifiuto di ogni forma di discriminazione. Dai giovani può scaturire e diffondersi nella società una cultura permanente e che sia definitivamente acquisita delle pari opportunità. Insieme al ministro Mariastella Gelmini, abbiamo istituito la Settimana contro la violenza che si svolge ad ottobre nelle scuole e che prevede iniziative ed eventi che vanno in questa direzione: educare i ragazzi alla tolleranza, al rispetto del diverso, alla lotta alle discriminazioni.

 

 

Nel governo ci sono pari opportunità?

Certo, grazie al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e alla sensibilità del nostro partito, il Popolo della Libertà, questo è un Governo nel quale le donne, rispetto agli Esecutivi delle scorse legislature, sono molto valorizzate.

 


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