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02 giugno - Guerra in pace
Sofri, Mihajlovic e i cattivi pedestri
Passano gli anni, gli orrori restano, ma perché ce ne sono di nuovi. Non perché ha senso crogiolarsi sui vecchi

In un breve articolo pubblicato su Il Foglio il 28 maggio, Adriano Sofri entra nel merito della scelta da parte della Fiorentina di prendere Mihajlovic ad allenare la squadra. Sofri non si intende di sport, ma molto di politica e poi sembra aver a cuore la sua Fiorenza se pur ammettendo che: Mihajlovic è stato un gran calciatore, fenomenale nei calci piazzati deve ricordare anche i suoi insulti razzisti, gli sputi (ciao Mutu) e altre imprecisate scorrettezze.

Ma Sofri sa anche di breriana Eupala, quando dice: dopo una Bologna mediocre, ha ben figurato allenando il Catania. E prendendo le parti di un immaginario interlocutore si chiede: Perché Firenze dovrebbe essere scontenta di un allenatore che andava bene a Catania? Non so, vediamo. Forse Firenze è diversa da Catania, e forse Catania stessa sarebbe diversa da Catania, se ne avesse loccasione.

Ed è qui che esce il gioiello di Sofri, con tutto il suo velato razzismo ideologico. Se allena Catania va bene, ma che arrivi a Firenze no! Che siamo matti? La città delle città italiane, la culla della nostra cultura, la patria di Padre Dante Scherziamo? Vogliamo dare un ruolo a tanto blasone a un cattivo come Mihajlovic? A Catania va bene, tanto chi protesta? A Firenze cè una mente eletta come Adraino Sofri a entrare nel merito cercando di esercitare un potere di interdizione prima riconosciuto agli intellettuali, oggi non più.

Passano gli anni ma il settarismo, l'ideologia sprezzante, la divisione tra cattivi e buoni resta la stessa. Caro Sofri, gli orrori restano ma perché ce ne sono sempre di nuovi, non perché abbia senso flaggellarsi sui vecchi. Sono gli uomini, piuttosto. Quelli non cambiano. E tu ne sei un esempio

Ma Sofri argomenta: Mihajlovic ha usato e abusato del suo ruolo sportivo per esaltare le sue opinioni, e poiché i suoi idoli erano Arkan e le tigri serbiste e le loro imprese criminali, mi sembra difficile che ideali simili non influiscano sul modo di considerare lagonismo sportivo e la formazione dei campioni a lui affidati.

Qui tocchiamo la barbarie ideologica. Come dire che un bravo medico di idee riprovevoli cessi di esser un bravo medico perché evidentemente applica le sue idee alla medicina. Oppure: un grande scrittore come Celine o un immenso filosofo come Martin Heidegger dovrebbero essere relegati al nulla, cancellati, non editati perché ebbero il torto di aderire al nazionalsocialismo.

Se questo è vero con quale faccia Adriano Sofri ha chiesto per sé un processo che rivedesse gli Anni di Piombo sotto il profilo di una storia complessa in cui ciascuno ha avuto un ruolo, vittime e carnefici, tutti incastrati in una dialettica di tensione e di scontro? Quindi Sofri dovrebbe essere perdonato (al di là della sua effettiva responsabilità sullomicidio Calabresi, ne ha moltissime come cattivo maestro) perché la sua voce era parte integrante di una dialettica più complessa. La stessa clemenza però non è concessa a Mihajlovic.

Una sottile risposta a questa differenza cè, la stessa di prima. Sofri è un grande intellettuale, Mihajlovic un pallonaio. Allintellettuale si perdona tutto. Quindi si perdona Celine, Heidegger, Sofri e anche Roman Polanski. Il pallonaro no. Lui resta soggetto di Storia. Alla faccia del comunistello!