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03 aprile - simboli
Il mondo Viola della Scienza
Mentre il sesso anagrafico è binario quello biologico non sempre lo è


La famosa immunologa si spende per l’equanimità delle differenze determinate dalle categorie determinate dalla differenza sessuale. Il titolo - Il sesso è (quasi) tutto – non rende giustizia dell’opera di divulgazione scientifica che da sola potrebbe sintetizzare il programma di studi di un terzo liceo scientifico. Il senso dell’opera detta in un titolo potrebbe sintetizzarsi nella sua espressione: “oltre il DNA c’è di più” (pag.56).

Nella prima parte si moltiplicano le esemplificazioni in cui si evidenza come la biologia genetica si muova con cognizioni che oramai vanno ben oltre il senso comune della divisione in due tra i generi in cui è divisa ogni specie animale. Del resto tutti sanno che nel mondo animale sono molti i casi di pratiche omossessuali, così come sono minoranze le tipologie nel mondo animali in cui viene praticata solo l’eterosessualità o addirittura la monogamia. Il tutto deve servire, probabilmente, a suggerire un argomento di laicità verso cognizioni fortemente condivise che invece fanno parte del senso comune. Come dire, la scienza applicata, prodotta dall’osservazione e dalla pratica attenta sui tratti micro-biologici dei geni, sposta fortemente l’asse dalla cognizione binaria dell’umanità. In altri termini, non esistono solo maschi e femmine propriamente detti ma una miriade di sottocategorie tanto da rendere insufficienti, oltre che inutili, queste due specificità. Ma già questa osservazione implica una contraddizione se si ammette che le differenze di genere rappresentano comunque due polarità nelle quali tante altre specificità si differenziano. Le due polarità – maschio, femmina – comunque continuano ad esistere e danno un sestante fondamentale alle definizioni di identità o semi-identità.

Ma nell’impostazione cartesiana (perché fortemente tracciata sulle evidenze e le determinazioni mosse dalle rilevazioni chiare ed evidenti) si scopre qualcosa che va oltre la delineazione razionalistica del Dna. Come la stessa Antonella Viola ammette: “c’è qualcosa di più oltre il Dna” (pag. 63).

La considerazione nasce dall’osservazione negli studi sui gemelli monozigoti, Si sa che i monozigoti derivano da un unico ovocita. Oltre ad essere fecondato da un unico spermatozoo, si divide in due o più cellule, ognuna in grado di dare origine a un individuo (pag.56). Quindi la deduzione somma è che fattori esterni, non sociali però, di natura biologica possono esser ricondotti a questa fenomenologia o possono darne spiegazione. Quindi la spiegazione, che resta però sospesa, guarda sempre alle spiegazioni che debbono esser ricavate in laboratorio. Nessuna concessione a fattori ambientali, sociali, inter-personali.

E anche nell’osservazione empirica per cui maggiore è il numero di fratelli maschi maggiori, più alta sarà la probabilità per un ragazzo di essere omosessuale (pag.63). Anche qui non si dà spiegazione determinata dai meccanismi interpersonali, bensì dalla chimica.

Ma c’è una spinta fortemente ugualitaria quando si spinge a voler confutare il fatto che il peso del cervello nelle donne ha un peso minore dell’unici per cento rispetto quello degli uomini. C’era bisogno di rispondere a questo arcaico ragionamento? Anche perché ci si espone a risposte debolissime. E cioè che essendo lo stesso per gli altri organi: cuore - polmoni, fegato, pancreas, reni, tiroide – la minore massa è determinata dalla struttura corporea generale inferiore come media. Ma la domanda che automaticamente si pone è come sia stata delineata questo raffronto. Come sommatoria tra masse corporee oppure, più sensatamente, si sono prese masse identiche per fare i raffronti? Viola non lo dice. Troppo attenta a sancire l’egualitarismo tra generi che in questi tempi nessuno vorrà confutare.

Tanto che per dare risposta ad altre evidenze – tipo la maggiore capacità dell’ippocampo di dare un senso di orientamento migliore negli uomini – riprende l’ambito dell’esperienza sociale dove si dimostra che la maggiore funzione sviluppa l’organo. Si diceva anche di cose indicibili. E non c’era bisogno di Viola per dire questo.