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08 luglio - Bevi birra che campi cento anni.
Nel codice genetico la data della morte
Dopo dieci anni di studi l'ipotesi è che le persone longeve abbiano varianti genetice tali da influenzare la loro speranza di vita

Nei genomi di oltre mille centenari sono stati identificate 150 mutazioni genetiche. Dopo dieci anni di ricerca si è arrivati a una conclusione chiara e certa: le persone che campano a lungo hanno varianti genetiche tali da influenzare la loro speranza di vita.

I ricercatori hanno attentamente analizzato il patrimonio genetico di 1055 individui tra i 90 e 115 anni. L'analisi ha rivelato 150 varianti genetiche, dette polimorfismi a singolo nucleotide (SNPs), che i ricercatori hanno incluso in un modello genetico per predire la speranza di vita. Secondo gli autori il metodo è molto valido e permette un'accuratezza del 77 per cento.

Ma l'attenzione dei ricercatori guarda all'assenza di malattie come mistero da svelare ed anche queste sono scritte nel codice genetico.

Confrontando quante varianti associate a particolari patologie erano presenti nei genomi dei centenari con quante presenti in un gruppo di controllo, i ricercatori hanno identificato 19 firme genetiche, ognuna correlata alla comparsa e alla prevalenza di malattie legate all'invecchiamento come le demenze.

I risultati della visione proposta non danno ancora oggettive risposte inappellabili. Una grande importanza per la longevità, si ammette, consiste nei fattori ambientali: stile di vita, alimentazione ambiente in cui si vive.

Ma il tema è controverso. (Fonte: http://bit.ly/djFVvV)

Ci sono molti detrattori a questa tesi. E non solo per motivi ideologici o fideistici (empirio-criticismo e militanza cristiana). Alcuni genetisti rilevano che i gruppi di individui studiati sono molto limitati. In genere vengono analizzate migliaia di persone. E poi sono state utilizzate tecnologie differenti nel confrontare i centenari con altri campioni.

 

 

Fonte The Science

 

http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/science.1190532