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19 maggio '24 - Semiotica
Spingendo sulla libertà addio alla destra ...
Le Destre in Europa impegnate in diversi distinguo fino a perdersi tra loro


Quella ancora in corso a Madrid potrebbe essere l’ultima grande occasione storica di vedere le diverse destre d’Europa insieme. Vederle discutere, ciascuna con le sue priorità e oggettivi intendimenti, fa impressione e insieme fa perdere quella stigmatizzazione per cui la destra era monolitica e monocorde vista a sinistra.

Non è più così. La prima grande differenza è data dal fare una destra di rappresentanza e valoriale, diversamente dalla destra che deve essere funzionale a un’idea di governo d’Europa tanto da spezzare il centrismo, con indulgenza più verso le socialdemocrazie, caratteristica storica dei governi dell’Unione.

C’è una destra che vuole contare nelle stanze che contano e rappresentarlo a chiare lettere. È la destra centralmente rappresentata da Giorgia Meloni. Ma fin qui, nessun dolore. Tutto fa parte delle evoluzioni presenti nelle formazioni ideologiche che si misurano con lo scenario diverso nelle società. IL problema per l’ideologia meloniana è quello di non perdere la destra di rappresentanza e valoriale, quella disposta a perdere e starsene in ruoli coscienziosamente più sicuri come l’eterna opposizione.

Fare la sintesi è facile quando ogni cosa che fai è sotto i riflettori e anche i colleghi di schieramento non ti risparmiano nulla. Prima tra questi la madrina assoluta della destra d’Europa. È Marine Le Pen! La leader francese prova a individuare le grandi differenze che stanno in precedenza alle opzioni della politica e le esprime, anche se in modo un po’ criptico.

IL tutto con grande richiamo all’unita delle destre. È chiaro: “Non c'è dubbio che ci siano delle convergenze per la libertà dei popoli che vivono in Europa". Ha detto a margine della sfilate di celebrità a Madrid in onore alla forza neofranchista di Vox. La leader del Rassemblement National Marine si sforza di dire però che ci sono dei punti in comune con Giorgia Meloni.

E non si tratta solo di valore che i singoli rappresentanti danno alla rappresentanza. "Non è questione di persone ma di libertà – riporta l’Ansa - Meloni e Salvini". Entrambi hanno "a cuore la libertà”. E questo se osannato come valore prioritario potrebbe essere un limite (oppone il cronista): trasformerebbe il senso dell’identità che profonde dalla persona all’idea di nazione alla sua autodeterminazione nel mondo. E qui siamo su un principio liberale. Magari liberale di destra, ma pur sempre liberale. E se si inizia così addio alla destra!