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30 marzo - Guerra
Barack Obama, "Gheddafi ha i giorni contati"
Il presidente Giorgio Napolitano giudica negativo che i paesi dell'Ue si siano divisi e parla di errore non creare una difesa comune

L'apparenza di un fuoco concentrico verso Gheddafi è ben lontano dall'essere tale. In questa nuova guerra si configurano scenari nuovi che evidenziano nuove alleanze. La Conferenza di Londra sulla Libia del 29 marzo ha mostrato la possibilità dell'esilio del rais di Tripoli, come soluzione salva tutto. Ma è ragionevole che la soluzione più praticabile sulla quale pure si sono soffermati i rappresentanti di Usa, Francia, Inghilterra e Germania consiste nell'armare i ribelli. Se l'Italia ha avuto un comportamento contraddittorio gli altri Paesi non mostrano lucidità. 
Secondo l'agenzia Interfax il ministro degli esteri francesi ha detto che Parigi è disposta a discutere con i partner della coalizione le forniture di armi per l'opposizione libica. Il segretario generale della Nato Rasmussen ha dichiarato che l'operazione in Libia si svolge per proteggere la popolazione e non per armarla e la Russia è su questa posizione. Lo stesso la Nato.
Anche l'Italia è contraria.
E mentre si ragiona sugli scenari futuri la resistenza libica è ben lontana da deflettere. La guerra ben lontana dal potersi considerare vinta. Secondo France Presse le forze fedeli al regime hanno ripreso il controllo di  Ras Lanuf a fine mattinata del 29 marzo e gli insorti, presi dal panico, hanno cercato ora di ripiegare verso Brega, da loro ancora controllata.

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